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Pangram cerca le parti generate dall’AI dentro foto e video

Pangram Image 1.0 aggiunge mappe delle zone rilevate come sintetiche; Image Flash 1.0 esamina i video fotogramma per fotogramma. Le segnalazioni aiutano a localizzare l’intervento, ma le prestazioni pubblicizzate derivano dai test del produttore.

Che succede

Una fotografia può essere vera e contenere un’immagine generata dall’AI. Pangram Image 1.0, presentato il 4 novembre, prova a distinguere le due cose con una mappa colorata: indica dove rileva contenuto sintetico, oltre a classificare l’intero file.

Per i video arriva Pangram Image Flash 1.0, un modello più piccolo e veloce. Il servizio accetta ora direttamente i filmati, li analizza fotogramma per fotogramma e segnala le parti rilevate come generate. Si può così cercare l’intervento anche in una sola porzione del video.

Per valutare Image 1.0, l’azienda ha ricreato 100 fotografie con 12 generatori, ottenendo 1.200 versioni sintetiche da confrontare con gli originali. Fotografare e generare soggetti simili rende il confronto più significativo di una raccolta di scene completamente diverse. Le prestazioni dichiarate provengono da questi test del produttore.

Il rilevatore accetta immagini da 256 × 256 pixel, contro il precedente minimo di 512 × 512, ma sotto i 512 segnala una confidenza ridotta. Si usa dal sito, dall’estensione Chrome e via API. Queste ultime sono a consumo: il listino indica 0,25 dollari per immagine con Image 1.0 e 0,05 dollari al secondo per i video.

Perché conta

Una porzione sintetica può cambiare il senso di una foto senza rendere sintetico tutto il resto. Sapere dove Pangram la sospetta dà una pista da controllare: è un’informazione più ricca di un bollino «AI» appiccicato all’intero file.

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