OpenCode 2.0 dà a terminale, desktop e script lo stesso interlocutore
Un servizio locale condiviso gestisce le sessioni dell’assistente, accessibili anche tramite client e comandi API.
Che succede
Aprire OpenCode nel terminale, sul web o nell’app desktop non significa più parlare con processi separati. Nella versione 2.0 le interfacce usano per impostazione predefinita un unico servizio in background sul computer: le sessioni stanno lì, anziché appartenere alla finestra da cui le hai iniziate.
Anche gli script possono trovare automaticamente il servizio attraverso il nuovo client; la riga di comando espone operazioni API. L’assistente diventa così qualcosa con cui possono lavorare altri programmi, oltre alla persona nella chat.
La revisione comprende anche strumenti MCP richiamabili da piccoli script JavaScript: l’agente può comporre più operazioni nello stesso passaggio. È un cambio di architettura di una versione già disponibile, raccontato nella nota del 12 ottobre, non un lancio avvenuto oggi.
Perché conta
Una sessione può diventare una parte del proprio flusso di lavoro, invece di restare chiusa nell’interfaccia in cui è nata.
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