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Google invita a scegliere quali pagine condivise far trovare nella ricerca

Google aggiorna la guida antispam: le pagine create per collaborazione e condivisione diretta non devono finire automaticamente nella ricerca. Aggiunge controlli sulle anomalie in Search Console.

Che succede

Una pagina creata per passare un documento a un collega ha uno scopo diverso da una discussione pubblica. Google rende esplicita questa distinzione nella guida contro lo spam generato dagli utenti, aggiornata il 26 ottobre: chi ospita pagine condivisibili, contenuti generati o strumenti interattivi dovrebbe decidere se sono davvero destinati alla ricerca.

Per i contenuti pensati per condivisione diretta, collaborazione o utilità, Google suggerisce di applicare noindex o bloccare la scansione per impostazione predefinita. Il criterio è lo scopo della pagina: un documento da passarsi via link e una discussione aperta a nuovi lettori hanno esigenze diverse.

La guida invita anche a cercare anomalie in Search Console: impennate di pagine indicizzate, impressioni o ricerche estranee al servizio. Un generatore di pagine può diventare un distributore di spam anche se chi lo ha costruito immaginava soltanto documenti da passarsi via link.

Perché conta

Un servizio nato per condividere documenti può fare gola agli spammer proprio perché genera URL pubblici in quantità. Tenere quei documenti fuori dalla ricerca riduce l’incentivo ad abusarne; una discussione aperta a nuovi lettori ha invece una ragione per essere trovata.

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