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Evernote, la fedeltà degli utenti diventa una leva per alzare i ricavi

Secondo i dati di Bending Spoons ripresi da Ars, nel 2025 i limiti d’uso hanno generato il 51% delle conversioni in abbonamento a Evernote. Anni di note e abitudini sono diventati anche una leva commerciale.

Che succede

Anni di note e abitudini rendono Evernote comodo da continuare a usare. Per Bending Spoons, che lo ha acquisito nel 2023, sono anche un valore economico. Un’analisi di Ars Technica del 27 ottobre riprende il prospetto dell’azienda: al momento dell’acquisto, gli utenti avevano in media 7,2 anni di anzianità e molti conservavano migliaia di note, con flussi di lavoro costruiti attorno al prodotto.

Tra il 2023 e il 2025, Bending Spoons dichiara oltre 200 esperimenti su funzioni, prezzi e ingresso dei nuovi utenti. Nel 2025, il 51% delle conversioni in abbonamento è stato innescato dal raggiungimento di un limite d’uso; il ricavo medio per utente attivo mensile era 2,5 volte quello del 2022. Sono dati dell’azienda riportati da Ars.

Evernote è stato anche aggiornato e migliorato. Ma qui c’è una scelta commerciale precisa: misurare quanto si può ricavare da persone che hanno già investito anni nel prodotto, intervenendo su prezzi e limiti d’uso. È un modo piuttosto ingrato di valorizzare la loro fedeltà.

Il caso recente di Airtable mostra anche il costo sul personale: il 12 ottobre, dopo il passaggio a Bending Spoons a settembre, l’azienda ha annunciato l’uscita di una grande parte della squadra precedente, senza quantificarla. Promette investimenti e dichiara invariati piani, prezzi e servizio per i clienti.

Perché conta

Nel prospetto, le migliaia di note e i 7,2 anni medi di anzianità sono ragioni per apprezzare Evernote come acquisizione. Per chi lo usa sono anni di lavoro: qui diventano anche una base su cui misurare quanta pressione commerciale il rapporto può reggere.

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