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Le farfalle monarca si fanno rintracciare passando vicino ai telefoni

Virginia Tech segue 35 monarca con tag Bluetooth da meno di mezzo grammo. I dispositivi incontrati lungo la migrazione riportano i passaggi, ma nelle zone senza copertura le farfalle possono sparire dai dati per giorni.

Che succede

Per sapere dove va una farfalla, un’etichetta sull’ala può raccontare soltanto il punto in cui qualcuno la ritrova. I ricercatori del Conservation Management Institute di Virginia Tech hanno aggiunto un’altra possibilità: piccoli tag Bluetooth su 35 monarca, capaci di lasciare più punti lungo la migrazione verso il Messico.

I trasmettitori pesano meno di mezzo grammo e vengono rilevati da dispositivi compatibili incontrati durante il viaggio. Il rilevamento riporta l’identificativo del tag e la posizione; la farfalla non deve portarsi dietro un ricevitore GPS con una connessione cellulare.

Nel resoconto del 22 ottobre, i ricercatori raccontano esemplari già arrivati in Messico e altri spariti per giorni dalle rilevazioni. Fuori dalle zone coperte non è subito possibile sapere se la farfalla stia ancora viaggiando, abbia perso il tag o sia morta.

Anche con questi vuoti, seguire lo stesso individuo in più luoghi permette di osservare deviazioni dovute al maltempo, soste e possibili corridoi migratori. I tag adesivi costano meno, ma la possibilità di ritrovarli è rara; quelli Bluetooth fanno arrivare notizie lungo il percorso, senza aspettare che qualcuno riconosca la farfalla.

Perché conta

Uno stesso viaggio può lasciare diverse tracce: una sosta, una deviazione, il passaggio dopo una tempesta. La rete costruita per collegare le persone diventa, a tratti, abbastanza fitta da intercettare anche una farfalla.

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news.vt.edu

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