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Un manager Anthropic toglie i test di coding dai colloqui del suo team

Felix Rieseberg ha tolto le piccole prove di codice dai colloqui del suo team. Cerca prototipi che mostrino giudizio e comprensione del prodotto: l’AI rende più evidente quanto poco un esercizio isolato dica sulla capacità di progettare software.

Che succede

Felix Rieseberg, engineering manager di Anthropic, ha smesso di proporre le tradizionali prove di coding ai candidati del suo team. Lo racconta in un intervento del 27 ottobre: vede persone molto efficaci nel costruire prodotti che non brillano necessariamente in quei test, mentre Claude sa già risolvere i piccoli esercizi proposti.

Il limite era evidente anche prima dell’AI. Scrivere rapidamente una funzione o superare una prova su React dice poco su come una persona progetta un sistema, affronta requisiti incompleti o sceglie compromessi che dovranno reggere nel tempo. Una discussione di architettura va molto più vicina al lavoro che si sta cercando di valutare.

Rieseberg non presenta ancora un metodo sostitutivo definitivo. Guarda ai piccoli prototipi nei portfolio, cercando sensibilità per il prodotto, empatia e ragionamento. Il suo ottimismo riguarda soprattutto chi ha poca anzianità: poter realizzare un’idea funzionante permette di farla valutare prima di avere abbastanza peso in azienda da ottenerne l’approvazione sulla carta.

È una scelta del suo team, non una nuova politica di tutta Anthropic. Rieseberg stesso ammette di non aver ancora trovato la formula giusta per valutare chi costruisce bene con l’AI.

Perché conta

L’AI toglie ulteriore valore alla prova di codice isolata, ma lascia intatto il problema del colloquio: capire di chi fidarsi quando le scelte diventano difficili. Un prototipo può aprire la conversazione; discutere l’architettura e i suoi compromessi dice molto di più di quanto velocemente sia stato scritto.

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felixrieseberg.com

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