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I colori di una bolla di sapone ne raccontano lo spessore

I colori di una bolla dipendono dallo spessore della sua pellicola e da come si sommano i riflessi sulle due superfici. Quando diventa sottilissima può apparire una macchia nera, anche se non si è ancora bucata.

Che succede

Una bolla di sapone può mostrare una macchia nera prima di scoppiare. Sembra un buco, ma la pellicola è ancora lì: è diventata così sottile che riflette pochissima luce. Il nero e i colori che lo precedono nascono dallo stesso fenomeno, l’interferenza.

La pellicola è uno strato d’acqua fra due strati di molecole di sapone. Una parte della luce rimbalza sulla superficie anteriore; un’altra entra, si riflette su quella posteriore ed esce. Le due onde si sommano: a seconda dello spessore, alcune componenti della luce si rafforzano e altre si attenuano. Da qui arrivano i colori, senza bisogno di pigmenti.

Mentre l’acqua scende per gravità, la parte alta si assottiglia e le bande colorate cambiano posizione. Quando lo spessore diventa molto piccolo rispetto alle lunghezze d’onda visibili, le due riflessioni quasi si cancellano per tutti i colori. Quella zona appare scura in luce riflessa, pur essendo ancora intera.

Aseem Raj Baranwal ricostruisce il fenomeno con diagrammi e calcoli, confrontando i colori ottenuti con la tabella di spessori compilata da Newton. Le chiazze che si muovono sulla bolla seguono l’acqua che si assottiglia: anche quando sembrano mescolarsi a caso, lo spessore ne determina i colori.

Perché conta

Newton annotava perfino il debolissimo riflesso di una candela nella macchia nera. È un dettaglio bellissimo: quel punto che sembra vuoto conserva ancora un’immagine, solo molto più tenue. La pellicola diventa quasi invisibile prima di cedere.

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aseemrb.me

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