Vai al contenuto

Per alimentare i data center si potenziano anche le centrali nucleari esistenti

Un prestito statunitense condizionato fino a 5 miliardi di dollari sostiene circa 1,1 GW di potenziamenti nucleari Constellation. Gli accordi con Google, Amazon e Meta sostengono la capacità aggiuntiva.

Che succede

La corsa all’elettricità per i data center passa anche dai reattori già in funzione. Il Dipartimento dell’Energia statunitense ha annunciato un impegno condizionato a concedere un prestito fino a 5 miliardi di dollari per potenziare e modernizzare impianti nucleari di Constellation in Illinois, Maryland e Pennsylvania.

I progetti prevedono circa 1,1 gigawatt di capacità aggiuntiva. Constellation collega 1.080 megawatt agli accordi ventennali con Google e Amazon; altri 30 megawatt nell’impianto di Clinton sono sostenuti da un accordo con Meta. L’elettricità viene immessa nelle reti regionali.

Il finanziamento non è ancora definitivo: servono verifiche e il rispetto delle condizioni tecniche, legali, ambientali e finanziarie. I potenziamenti aumenterebbero la produzione di impianti esistenti, senza dover partire da una centrale completamente nuova.

Perché conta

Gli accordi ventennali di Google e Amazon danno a Constellation clienti su cui basare investimenti negli impianti. La domanda dei data center comincia così a modificare la produzione della flotta nucleare esistente, oltre ad alimentare progetti di nuove centrali.

Vuoi sapere di più su pillole come questa?