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Un solo collegamento per portare un’app dentro Gemini e Search

La Connected Apps Platform permette agli sviluppatori di proporre un’integrazione per Gemini, Search o entrambi, usando MCP o AppFunctions Android. L’anteprima parte dagli USA e resta soggetta a revisione e accesso per fasi.

Che succede

Un servizio può farsi usare anche senza aprire la sua app: per esempio, creando una playlist attraverso un assistente. Google vuole ampliare questa strada con la Connected Apps Platform, aperta in anteprima il 28 ottobre per collegare servizi di terzi sia a Gemini sia a Search.

Gli sviluppatori espongono le funzioni tramite un server MCP nel cloud, oppure tramite le AppFunctions di Android. MCP è il protocollo con cui l’assistente può richiamare strumenti esterni. Nella Google Connected Console registrano e provano l’integrazione, scelgono se proporla per Gemini, Search o entrambi e la inviano alla revisione.

Dopo l’approvazione e l’attivazione possono monitorare traffico, tempi di risposta ed errori. L’accesso all’anteprima procede per fasi, inizialmente per sviluppatori negli USA. Anche l’arrivo delle nuove app sulle due interfacce ha tempi diversi: alcune integrazioni già presenti in Gemini raggiungeranno Search nelle prossime settimane.

Perché conta

Una funzione che prima richiedeva di aprire un’app può restare dentro Search, dal momento della ricerca all’azione. Per lo sviluppatore è un’altra via per raggiungere utenti, con una console comune a Gemini ma anche una revisione da superare prima di esserci.

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