A Brera gli occhiali AI lasciano libere le mani di chi non vede
Brera sperimenta dieci occhiali Meta che riconoscono le opere e fanno ascoltare le descrizioni curate dal museo e da DescriVedendo.
Che succede
Visitare un museo con il telefono in mano è poco pratico se quella mano serve già per il bastone o il cane guida. A Brera, dal 13 ottobre, dieci occhiali Meta prenotabili provano a togliere questo ostacolo.
Secondo Maxine Williams di Meta, intervistata dal Sole 24 Ore, gli occhiali riconoscono l’opera davanti al visitatore e avviano la descrizione preparata da Brera e dall’Associazione Nazionale Subvedenti con DescriVedendo. Quei contenuti esistevano già: prima si ascoltavano dal telefono lungo un percorso prestabilito. Ora l’idea è seguire la curiosità di chi visita, lasciandogli le mani libere.
Perché conta
Il compito delle AI in questo contesto è rendere più comodo l’accesso a descrizioni curate, lasciando al visitatore la scelta di dove soffermarsi.
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