Vai al contenuto

DoorDash conta ancora poche centinaia di ordini dagli agenti AI

Tony Xu dice che gli agenti AI esterni hanno generato finora poche centinaia di ordini DoorDash. Il canale è ancora piccolo e l’accesso MCP limitato a partner beta; il dato non include gli strumenti AI interni della piattaforma.

Che succede

Gli agenti AI possono cercare un ristorante e ordinare da mangiare per noi. Su DoorDash, finora, lo hanno fatto poche centinaia di volte: lo ha detto il cofondatore e amministratore delegato Tony Xu durante la presentazione dei risultati del 29 ottobre. Il conteggio riguarda gli agenti esterni alla piattaforma e tutto il periodo in cui sono stati operativi, non un singolo trimestre.

Per Xu gli agenti possono trovare spazio nelle decisioni lunghe, cercando e confrontando opzioni per conto dell’utente; per ordinare cibo i clienti tendono ancora a tornare direttamente su DoorDash. È una misura d’uso rara in un settore pieno di dimostrazioni d’acquisto: conta richieste effettivamente arrivate alla piattaforma.

L’accesso resta però ristretto. Il connettore MCP, che consente agli strumenti esterni di dialogare con DoorDash, è arrivato a ottobre ed è riservato a pochi partner in beta, soprattutto per i pranzi aziendali. Il dato esclude inoltre Ask DoorDash, lo strumento interno che può preparare un carrello partendo da una ricetta o da una richiesta generica. L’AI dentro l’app e la delega a un assistente esterno sono due comportamenti diversi: queste poche centinaia di ordini misurano soltanto il secondo, in una fase ancora iniziale.

Perché conta

Ordinare una cena è uno degli esempi più immediati della promessa degli agenti. Il caso DoorDash suggerisce quanto poco spazio abbiano conquistato finora accanto a un’app già abituale: una capacità mostrata in una demo deve ancora trovare un motivo abbastanza forte per entrare nella routine.

Vuoi sapere di più su pillole come questa?