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Per migrare il COBOL, OpenAI controlla anche ciò che deve restare uguale

Una nuova valutazione OpenAI verifica le migrazioni COBOL confrontando gli output byte per byte. Il comportamento da conservare include dettagli come il taglio dei decimali.

Che succede

Una riscrittura può essere più elegante, compilare senza errori e spostare comunque dei soldi nel modo sbagliato. OpenAI usa proprio questo problema per valutare i suoi modelli sui programmi COBOL: il linguaggio conserva regole di calcolo e comportamenti che devono sopravvivere al cambio di codice.

Un esempio è l’aritmetica a virgola fissa. In COBOL le cifre decimali in eccesso vengono scartate, a meno che l’arrotondamento non sia richiesto esplicitamente. Tradurre quel passaggio con un calcolo che arrotonda può sembrare naturale e produrre risultati diversi, senza far fallire il programma.

La valutazione presentata il 19 ottobre chiede di migrare programmi COBOL verso C++, Java, Kotlin, Python o Rust. I test nascosti esigono risultati osservabili identici byte per byte: la migrazione passa soltanto se li supera tutti. OpenAI riporta l’86,6% di riuscita per GPT-6.1 Sol a ragionamento basso, contro il 5,4% di GPT-5.6 Sol nella stessa impostazione.

Accanto a questo test c’è MultiLangBench, che chiede di costruire un motore compatibile con SQLite in venti linguaggi. Sono due difficoltà complementari: creare funzionalità nuove e conservare quelle vecchie. I risultati riportati sono misure di OpenAI su queste prove; per i sistemi reali restano da verificare anche dipendenze e regole aziendali che il test non contiene.

Perché conta

I test di parità possono far emergere regole aziendali nascoste in comportamenti che una riscrittura sembrerebbe migliorare.

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