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xSpeed Hub chiude il varco fra un sito pubblico e la rete privata

xSpeed Hub 1.6.4 verifica l’indirizzo effettivo a ogni connessione e redirect. La correzione impedisce che un dominio controllato prima della richiesta porti poi il servizio verso indirizzi privati o riservati.

Che succede

Un servizio che visita siti per analizzarli e ottimizzarli deve poter aprire URL esterni. Deve anche impedire che quegli URL lo accompagnino dentro la propria rete. xSpeed Hub 1.6.4, del 28 ottobre, corregge diversi passaggi in cui questo confine poteva saltare.

Il problema principale era il tempo fra la verifica e la connessione: il servizio controllava il dominio, poi la libreria che apriva la connessione lo risolveva di nuovo. Cambiando la risposta DNS fra i due passaggi, una destinazione pubblica poteva diventare privata. Anche i redirect venivano seguiti senza ricontrollare ogni nuova destinazione.

Ora l’indirizzo viene verificato quando la connessione si apre, a ogni salto. Il renderer applica controlli anche al traffico del browser e alle risorse caricate; la classificazione degli indirizzi IPv6 è stata corretta per chiudere altri percorsi verso reti riservate. I redirect verso un altro sito, inoltre, non devono ricevere le credenziali destinate a quello di partenza.

Le correzioni riguardano il servizio Hub e il renderer che apre le pagine per analizzarle e ottimizzarle. Proteggere la sola richiesta iniziale lasciava fuori ciò che succedeva dopo: i redirect e le risorse caricate dal browser avevano bisogno degli stessi controlli.

Perché conta

Il primo indirizzo controllato non era necessariamente quello contattato. Per un renderer che apre pagine altrui, quella distanza fra verifica e connessione basta a trasformare una normale scansione in una richiesta verso la rete interna: è lì che questa correzione interviene.

Leggi la fonte

xspeedcache.com

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