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Un attacco informatico scongela il cibo dei supermercati francesi

Gli aggressori hanno attivato lo sbrinamento degli impianti: il danno digitale è diventato cibo deteriorato e da buttare.

Che succede

Un comando inviato da remoto, e il cibo va a male. Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre un attacco ai sistemi frigoriferi di diversi supermercati francesi ha attivato lo sbrinamento, costringendo le catene a ritirare alimenti freschi e surgelati. Non sono spariti dei file: è stata distrutta merce che ci serve per mangiare.

Fra le catene colpite ci sono Intermarché e Coopérative U. I report indicano centraline Danfoss; il produttore ha spiegato a Le Monde che gran parte delle unità coinvolte era obsoleta e non riceveva più aggiornamenti di sicurezza. Il metodo d’ingresso non è ancora stato dimostrato pubblicamente. Gli aggressori hanno però trasformato una normale funzione dell’impianto nel modo di rovinarne il contenuto.

È questo a rendere l’attacco inquietante, oltre al conto per i negozi. La catena del freddo protegge qualcosa di fisico ed essenziale, e qui è bastato intervenire sul software per romperla. La distanza fra un’intrusione informatica e il cibo che manca sugli scaffali è molto più corta di quanto vorremmo.

Perché conta

La sicurezza informatica protegge anche il nostro sostentamento. Quando un attacco distrugge cibo, il danno non resta dietro uno schermo.

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