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Neverwinter Nights ha lasciato ai giocatori le chiavi del mondo

A oltre vent’anni dall’uscita, piccoli mondi persistenti tengono vivo il gioco BioWare. La sua parte più longeva era nella scatola degli attrezzi.

Che succede

Per trovare il Neverwinter Nights ancora vivo, la campagna originale è un ingresso incompleto. La retrospettiva di Ars Technica visita una comunità che continua a costruire e abitare mondi propri, più di vent’anni dopo l’uscita.

BioWare aveva affiancato al gioco l’Aurora Toolset e strumenti da dungeon master: creare ambienti, inventare avventure e intervenire mentre gli altri giocavano faceva parte del progetto. Alcuni server sono diventati piccoli luoghi persistenti, con autori e arbitri cresciuti dentro la stessa comunità.

Secondo chi lo gestisce, Arelith, uno dei mondi raccontati, ha raggiunto il proprio picco di giocatori meno di due anni fa. La longevità qui ha una forma particolare: le persone che abitano il mondo possono anche aggiungergli una stanza, una storia o un motivo per tornare.

Perché conta

Esplorare i server della comunità può far incontrare un gioco molto diverso dalla sola campagna BioWare.

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Ars Technica

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