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DuckDB 2.0 porta la query dove sono i dati

DuckDB 2.0 passa le query ai database remoti PostgreSQL e MySQL e separa le letture di file dal calcolo. La release LTS migliora anche Quack, senza abbandonare l’uso embedded.

Che succede

DuckDB è comodo per interrogare file direttamente, senza caricarli prima in un server. Con la 2.0, uscita il 21 ottobre, diventa più semplice usarlo anche quando i dati sono già in PostgreSQL o MySQL: CONNECT indirizza la sessione al database remoto e il nuovo ottimizzatore gli passa la query da eseguire, anziché scaricare le tabelle.

Anche i file su object storage cambiano passo. Le letture asincrone di CSV e Parquet separano le richieste di rete dal lavoro di calcolo: DuckDB può tenere più letture in corso mentre elabora i dati già arrivati. Il protocollo Quack, che permette di usare DuckDB come server, riceve miglioramenti di stabilità e prestazioni; esisteva già dalla 1.5.3 di maggio.

La 2.0 è una release LTS, supportata almeno fino a ottobre 2027, e resta utilizzabile dentro un programma. Nella migrazione conta soprattutto il formato: le versioni precedenti non leggono i nuovi file creati dalla 2.0. I database già esistenti, letti e scritti dalla nuova versione, restano invece accessibili alle vecchie. CLI e pacchetto Python sono già disponibili; altre librerie ed estensioni possono richiedere qualche giorno.

Perché conta

DuckDB nasce per portare l’analisi dentro un programma, senza un server da gestire. Con il pushdown, quella comodità si estende ai dati che un server ce l’hanno già: si può restare nella stessa sessione e lasciare a PostgreSQL o MySQL il lavoro sulle proprie tabelle.

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