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GM pagherà 220 milioni di dollari per i dati degli automobilisti venduti ai broker

GM verserà 220 milioni di dollari nell’accordo americano sui dati di Smart Driver ceduti ai broker per usi assicurativi. Previsti consenso esplicito e controlli indipendenti sulla privacy.

Che succede

General Motors pagherà 220 milioni di dollari nell’accordo con una coalizione di 36 procuratori generali americani per chiudere le contestazioni sulla vendita dei dati degli automobilisti. Al centro c’è Smart Driver, il programma attivo dal 2016 al 2024 e presentato come un aiuto per guidare in sicurezza.

Secondo l’indagine, GM vendeva ai broker dati personali su viaggi, frenate e accelerazioni senza spiegare che sarebbero stati usati dalle assicurazioni. Queste informazioni potevano concorrere a stabilire il premio. Per oltre 370.000 automobilisti, l’app OnStar indicava persino che Smart Driver non era attivo mentre i dati venivano raccolti e venduti.

L’accordo impone un consenso esplicito prima della raccolta o condivisione dei dati di guida e posizione, limiti alla raccolta e verifiche interne ed esterne sulla privacy. Prevede anche controlli e formazione nelle concessionarie, dove avveniva gran parte delle iscrizioni.

Perché conta

Per oltre 370.000 automobilisti OnStar mostrava il contrario di ciò che accadeva ai loro dati. Con un’informazione così sbagliata, controllare il consenso era impossibile: le verifiche esterne e gli obblighi per le concessionarie intervengono su quel problema, oltre alla sanzione.

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