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Al SETI gli agenti AI aiutano a far lavorare il radiotelescopio

All’Allen Telescope Array gli agenti possono dirigere le antenne, calibrare lo strumento e analizzare dati in tempo reale. Il sistema porta il flusso dei sensori direttamente alle GPU accanto al telescopio.

Che succede

La ricerca di segnali extraterrestri passa anche da operazioni molto terrestri: puntare le antenne, calibrare uno strumento e controllare che i dati arrivino bene. All’Allen Telescope Array, in California, Breakthrough Listen e SETI Institute stanno usando agenti AI per collegare queste attività all’analisi in tempo reale, come racconta Nvidia.

Il flusso dei sensori arriva direttamente alla memoria delle GPU attraverso DAQIRI, una libreria della piattaforma Holoscan. CyberEther elabora i segnali; Nexus riunisce lo stato dello strumento, le risorse di calcolo e le pipeline, dando agli agenti gli strumenti per agire. I ricercatori possono così chiedere in linguaggio naturale di dirigere le antenne, correggere la calibrazione o visualizzare ciò che sta arrivando. L’inferenza avviene sul posto, accanto al radiotelescopio.

Nvidia descrive come dimostrazione della pipeline il rilevamento AI in tempo reale della pulsar già nota nella Nebulosa del Granchio, una stella di neutroni in rapida rotazione che produce impulsi periodici. Non è un segnale alieno: è un riferimento astronomico riconoscibile con cui mostrare che osservazione ed elaborazione funzionano insieme. Il sistema può quindi lavorare mentre il telescopio osserva, anziché aspettare un archivio di registrazioni da esaminare in seguito.

Perché conta

Un segnale interessante dipende anche da come si punta, si calibra e si ascolta. All’Allen Telescope Array l’agente entra in questo lavoro prima che esista un risultato da interpretare: può collegare lo stato dello strumento all’elaborazione dei dati mentre l’osservazione è in corso.

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