Vai al contenuto

I tester Activision autorizzano lo sciopero. Il contratto aspetta da oltre due anni

Il sindacato ottiene il mandato a fermare il lavoro prima di Modern Warfare 4. Sul tavolo salari, AI, appalti e condizioni per lavorare da remoto.

Che succede

Per il nuovo Call of Duty c’è una data. Per il primo contratto dei tester Activision, dopo oltre due anni di trattativa, ancora no. Il 15 ottobre i lavoratori del controllo qualità hanno autorizzato il sindacato a proclamare uno sciopero, mentre Modern Warfare 4 si avvicina al lancio del 23.

Il reportage di Aftermath racconta richieste su salari, uso dell’AI, appalti e accomodamenti per disabilità. L’ex delegato Jordan Kunze descrive la lotta per lavorare da remoto con una condizione medica documentata; le negoziatrici dicono di vedere problemi simili in più uffici.

I colleghi Blizzard hanno ottenuto tutele sul lavoro ibrido e remoto, licenziamenti e AI. Secondo le negoziatrici, Activision risponde che si tratta di aziende diverse. È una distinzione comoda per il gruppo Microsoft quando si parla di condizioni del lavoro che tiene in piedi i suoi giochi.

Activision sostiene di trattare in buona fede, cita progressi e incontri proposti per il 21 e 22 ottobre e dice di avere piani per evitare interruzioni ai giocatori. Il voto autorizza uno sciopero: non c’è ancora una data di inizio né un effetto confermato sul lancio.

Perché conta

Le condizioni ottenute dai colleghi Blizzard mostrano ai tester un risultato concreto da chiedere allo stesso gruppo.

Vuoi sapere di più su pillole come questa?