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La Francia aveva preparato un blocco DNS dei social. Non è scattato

Documenti pubblicati da Blast descrivono i preparativi per un filtro DNS sui social il 24 ottobre. Gli operatori hanno sollevato riserve; il blocco non è scattato.

Che succede

Il governo francese aveva chiesto a Orange, SFR, Free e Bouygues Telecom di prepararsi a bloccare alcune piattaforme social durante la manifestazione del 24 ottobre. Blast ha reso nota la richiesta, contenuta in una lettera del 22 ottobre, e il resoconto della riunione del giorno dopo. Il blocco non è stato attivato, riferisce Clubic.

La tecnica prevista era il filtraggio DNS: impedire la normale traduzione dei nomi dei servizi negli indirizzi dei loro server. La lettera indicava TikTok, Instagram e Snapchat; secondo Blast, X sarebbe stata aggiunta in seguito. Il governo voleva limitare l’intervento soprattutto alle reti mobili e alle zone interessate.

Nella riunione, stando alla ricostruzione di Clubic, gli operatori hanno detto di non poter predisporre a breve un filtro con quei confini: l’intervento avrebbe avuto portata nazionale. Hanno anche sollevato riserve giuridiche e dubbi sull’efficacia del blocco, aggirabile con strumenti come una VPN. La preparazione è documentata dal lavoro di Blast; non si è tradotta nella sospensione delle piattaforme il 24 ottobre.

Perché conta

La richiesta parlava di un blocco il più possibile mirato. Gli operatori descrivevano invece un intervento di portata nazionale: le zone in cui si voleva agire non coincidevano con i confini tecnici del filtro disponibile. È in questa distanza che il progetto diventa un problema concreto di infrastruttura Internet.

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