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Le statistiche inventate di StateGlobe si sono rifatte una reputazione

Un ricercatore Peec racconta di aver pubblicato 50.000 pagine di statistiche inventate su StateGlobe. Alcune sono state riprese da pubblicazioni accademiche e finanziarie, acquistando una nuova apparenza di autorevolezza.

Che succede

Metehan Yesilyurt ha riempito StateGlobe di 50.000 pagine di statistiche inventate. Nel bilancio dell’esperimento per Peec AI racconta che quei numeri sono poi comparsi anche in un articolo accademico e nella ricerca finanziaria di una banca.

L’esperimento è partito a marzo. Secondo l’autore, il sito ha perso quasi tutta la visibilità su Google ma ha continuato a ricevere visite da ChatGPT e link da centinaia di domini. Nel rapporto distingue le richieste dei bot dalle visite provenienti da ChatGPT e mostra esempi di pubblicazioni che hanno citato il sito.

È qui che il numero falso cambia aspetto: nasce su un sito sconosciuto e ricompare nella bibliografia di una fonte rispettata. Per chi lo incontra dopo, la catena di citazioni somiglia a una verifica, anche se all’origine non c’è stata alcuna misurazione. Yesilyurt dice di aver aggiunto un avviso a StateGlobe. Il suo resoconto documenta il percorso di quei dati, non quanto sia diffuso il fenomeno nel resto del web.

Perché conta

Nei casi raccolti da Yesilyurt, un numero inventato da StateGlobe arriva in una ricerca bancaria o in un articolo accademico. Da quel momento può essere citato attraverso quella pubblicazione, senza che chi lo riprende incontri più il sito che l’ha fabbricato. Il falso si porta dietro una bibliografia sempre più rispettabile.

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