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In Sker: The Bleeding Veil il carillon può salvarti o tradirti

Nel nuovo horror senza combattimenti di Wales Interactive e Stormind Games, nemici ciechi danno la caccia ai rumori. Un carillon permette di influenzarne alcuni.

Che succede

Un carillon in un horror di solito è un ottimo motivo per lasciare una stanza. In Sker: The Bleeding Veil dovremo portarcelo dietro e decidere quando farlo suonare. I nemici sono ciechi e cacciano seguendo i rumori: la musica può aiutarci a influenzarne alcuni, mentre un suono fuori posto può rivelare dove siamo.

Wales Interactive e Stormind Games stanno costruendo attorno a questa tensione un horror in prima persona, per giocatore singolo e interamente senza combattimenti. Il carillon si carica a mano e accetta cilindri intercambiabili. Ci saranno anche diapason per risolvere enigmi armonici, superfici diverse da attraversare e rumori ambientali con cui coprire i propri movimenti. Quando i nemici si avvicinano troppo, si potrà trattenere il respiro.

L’ambientazione è l’orfanotrofio di Sker Point, nel Galles del 1924. La serie aveva già lavorato sull’ascolto e sulla furtività in Maid of Sker; qui il carillon dà al giocatore un motivo per rompere volontariamente il silenzio. La stessa musica che permette di influenzare un nemico introduce il rischio di farsi sentire: sarà interessante capire quanto spazio lascerà per tentare, sbagliare e cambiare piano.

Il gioco è previsto nel 2027 per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S; la pagina Steam indica il secondo trimestre.

Perché conta

Il carillon mette nelle mani del giocatore una fonte di rumore: ci sarà da scegliere quando usarla, oltre a capire come muoversi in silenzio.

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