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Claude trova circuiti quantistici che chiedono meno hardware

Anthropic e ricercatori di Harvard hanno fatto progettare a Claude circuiti più efficienti. Un programma esterno controllava le proposte e ne misurava il costo.

Che succede

Per rendere utile un computer quantistico si può anche ridurre ciò che gli si chiede di fare. Un lavoro di Anthropic con ricercatori di Harvard usa Claude per riprogettare circuiti, cercando di consumare meno qubit, le unità d’informazione quantistiche, e meno operazioni.

Il modello riceveva una descrizione del compito e un valutatore esterno: proponeva codice, otteneva un controllo di correttezza e un punteggio, poi riprovava. Su sette degli otto compiti sono migliorati i costi rispetto ai progetti pubblicati; nell’altro è emerso un nuovo compromesso tra memoria e operazioni.

Un caso riguarda il costo di ricordare i passaggi intermedi, che nei calcoli quantistici non si possono semplicemente buttare via. Claude ha trovato come ricostruire la storia delle scelte dai numeri stessi, anziché conservarla tutta. Il risparmio è nel progetto degli algoritmi: alcuni calcoli potrebbero richiedere macchine meno grandi di quelle previste.

Perché conta

Un algoritmo meno costoso può abbassare l’hardware necessario per eseguirlo, anche senza migliorare i singoli qubit.

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