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Meta vuole usare i contenuti dei siti: la CMA indaga sulle condizioni commerciali

L’antitrust britannico esamina le condizioni che consentirebbero a Meta di raccogliere contenuti dai siti delle aziende che usano i suoi servizi, anche per l’AI. L’introduzione delle clausole è sospesa.

Che succede

L’autorità britannica per la concorrenza, la CMA, ha aperto un’indagine sulle condizioni commerciali di Meta. Il problema riguarda editori e altre aziende che usano le sue piattaforme: le nuove clausole potrebbero consentire a Meta di raccogliere contenuti dai loro siti e usarli nei propri prodotti, comprese le funzioni AI, senza lasciare una scelta su se e come autorizzarne l’impiego.

Il legame passa dall’accesso ai servizi di Meta. Un editore può aver bisogno di Facebook o Instagram per raggiungere il pubblico; accettarne le condizioni diventerebbe anche il modo con cui concede l’uso del materiale pubblicato sul proprio sito. La CMA vuole stabilire se Meta abbia una posizione dominante nel mercato britannico rilevante e se sfrutti quella posizione per imporre condizioni inique.

Le modifiche non sono entrate in vigore: previste inizialmente per il 30 ottobre e poi rinviate al 20 novembre, sono state sospese da Meta il 28 ottobre in attesa di un confronto con le associazioni di settore. L’indagine è all’inizio e non c’è ancora una decisione su un’eventuale violazione della legge.

Perché conta

Per un editore, usare Facebook per raggiungere i lettori e concedere i propri articoli a Meta sono due scelte diverse. Legarle nelle condizioni commerciali renderebbe costoso dire di no proprio a chi dipende dalla piattaforma per farsi leggere.

Leggi la fonte

www.gov.uk

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