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Alcuni tumori del colon-retto nei giovani riattivano programmi della placenta

Uno studio guidato dall’Italia trova nei tumori del colon-retto a esordio precoce programmi molecolari simili a quelli della placenta. Ridurre l’attività delle sequenze HERVH ha frenato la crescita di organoidi tumorali.

Che succede

La placenta cresce, entra nei tessuti materni e interagisce con il sistema immunitario. Un gruppo internazionale guidato da ricercatori italiani ha trovato programmi molecolari simili riattivati in tumori del colon-retto a esordio precoce: funzioni dello sviluppo che, in quel contesto, possono aiutare le cellule cancerose a crescere e invadere i tessuti.

Lo studio, pubblicato su Cell Press Blue, nasce dalla collaborazione fra Niguarda, IFOM, INGM e le Università di Milano e Torino, insieme ad altri centri. Confrontando questi tumori con quelli diagnosticati in età più avanzata, i ricercatori hanno individuato una firma di proteine legata alla placenta. Riguarda anche l’interazione con il sistema immunitario e la risposta ai problemi durante la copia del DNA.

Il lavoro collega questa riprogrammazione a HERVH, una famiglia di sequenze provenienti da antichi virus entrati nel nostro DNA durante l’evoluzione. Sono normalmente inattive nella maggior parte delle cellule adulte, ma partecipano alla regolazione dello sviluppo embrionale e placentare. Nei tumori studiati risultano più attive; cambiano anche la forma del nucleo e l’ambiente che circonda le cellule.

I ricercatori hanno poi provato a ridurre l’attività di HERVH negli organoidi, piccole colture tridimensionali ricavate dai tumori dei pazienti. La loro crescita è rallentata. Questo esperimento aggiunge un indizio funzionale alla somiglianza fra i tessuti: HERVH sembra contribuire al comportamento delle cellule, non soltanto accompagnarlo. Il risultato riguarda colture di laboratorio, non persone trattate.

Si cerca così una dipendenza da colpire nelle cellule tumorali, come nel recente lavoro sulle proteine di riserva, ma attraverso un meccanismo diverso: un programma di sviluppo riacceso, invece di una proteina rimasta senza sostituti. La scoperta aiuta a capire la biologia di questi tumori e suggerisce bersagli da studiare. Non spiega, da sola, perché le diagnosi nei giovani siano in aumento.

Perché conta

La somiglianza con la placenta arriva fino a un esperimento: riducendo HERVH, gli organoidi tumorali crescono meno. È il dettaglio che rende questa riattivazione più di una curiosità biologica e offre un punto concreto da cui studiare come ostacolarla.

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