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Google e Voltus puntano a un gigawatt di flessibilità, anche consumando meno

Google finanzia l’espansione della centrale virtuale di Voltus da 100 megawatt a un obiettivo di un gigawatt. Aziende e abitazioni offriranno flessibilità nei picchi della rete PJM.

Che succede

Nei momenti in cui la rete elettrica è più carica, ridurre un consumo può liberare capacità per qualcun altro. Su questo lavora la centrale virtuale che Google finanzia con Voltus nella regione americana servita da PJM: un insieme coordinato di risorse di aziende e abitazioni, fra termostati intelligenti, batterie e impianti industriali.

L’accordo annunciato il 22 ottobre porta l’obiettivo da 100 megawatt a un gigawatt, dieci volte la capacità flessibile prevista dall’intesa precedente. Voltus aggrega le risorse e ne coordina la risposta ai picchi; secondo Google, chi partecipa riceve benefici economici, fra risparmi in bolletta e pagamenti.

Con la domanda dei data center in crescita, Google investe così anche nella possibilità di alleggerire i consumi sulla rete quando serve. Il gigawatt descrive l’obiettivo di questo portafoglio distribuito: il progetto deve essere costruito, e non aggiunge un generatore da un gigawatt sempre disponibile.

Perché conta

La disponibilità di un’azienda a ridurre temporaneamente i consumi diventa una risorsa che Voltus può mettere insieme a molte altre. Google finanzia questa capacità di risposta: per reggere un picco, una parte dell’energia più utile è quella che si riesce a non chiedere alla rete.

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