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PHP2Shell: Amazon aveva rilevato un tentativo quattro giorni prima dell’annuncio

Amazon riferisce di aver rilevato il 17 ottobre un tentativo contro PHP2Shell nel sistema-esca MadPot. Le vulnerabilità sono state divulgate il 21: resta sconosciuto come l’autore ne avesse ottenuto i dettagli.

Che succede

Nella vicenda PHP2Shell c’è una data precedente a quella delle patch: il 17 ottobre. Amazon Threat Intelligence riferisce di aver trovato nella telemetria di MadPot, la sua rete di sistemi-esca, un tentativo di sfruttamento quattro giorni prima della divulgazione pubblica delle vulnerabilità CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619.

La richiesta proveniva da un indirizzo associato a una rete commerciale di anonimizzazione. Amazon ritiene che la tempistica e il bersaglio suggeriscano un’attività ostile, ma non sa come l’autore abbia ottenuto le informazioni durante l’embargo. La rilevazione non dimostra una compromissione dei sistemi produttivi Amazon, né permette di stabilire se quel tentativo avrebbe funzionato su un sistema reale.

L’embargo è terminato alle 14 UTC del 21 ottobre; Amazon aveva già individuato altri tentativi e prove di concetto nelle ore precedenti. Dopo il rilascio ha osservato ulteriore sfruttamento e riferisce che PHP2Shell viene ormai sfruttata diffusamente. Per questo Amazon indica il 17 ottobre, e non il giorno delle patch, come punto di partenza minimo per cercare tracce nei log.

Perché conta

La data dell’annuncio PHP non coincide con l’inizio delle attività osservate. Per chi ricostruisce un possibile incidente, quei quattro giorni spostano indietro il tratto di log da esaminare.

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