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Il tuo agente sa comprare online. Il negozio potrebbe non volerlo dentro

Blocchi volontari e difese anti-bot fermano gli assistenti: l’accesso ai siti è diventato un problema distinto dalla capacità del modello.

Che succede

L’agente trova il prodotto, poi il sito lo manda via. Le promesse di comprare, prenotare e gestire servizi per conto dell’utente incontrano un ostacolo che non si risolve con un modello più bravo: chi gestisce il sito deve lasciarlo entrare.

TechCrunch descrive blocchi di natura diversa. Amazon ha fermato Muse sul proprio sito; Walmart, invece, dice che i problemi segnalati dagli utenti non erano un rifiuto intenzionale e che è partner dell’assistente. Un controllo pensato per verificare un essere umano può interrompere anche una transazione che l’azienda vorrebbe accettare.

Altri servizi chiedono accordi o accesso concesso esplicitamente. Yelp dichiara di non ammettere traffico non umano senza un rapporto attraverso il proprio programma di licenza dei dati. Le compagnie aeree citate nel servizio pongono a loro volta limiti e condizioni all’attività automatizzata.

Meta e partner fra cui Walmart e Stripe stanno lavorando a uno standard per la comunicazione fra agenti e aziende nel commercio online. Identificazione, permessi e accordi economici sono passaggi distinti dalla navigazione tecnica. Per il consumatore, una demo funzionante non dice ancora quali negozi accetteranno l’assistente.

Perché conta

L’automazione del web è anche una trattativa sull’accesso. Se un servizio non vuole l’agente, comprare un modello più intelligente non apre la porta.

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TechCrunch

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