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Riot restringe replay e strumenti esterni: più controllo sui dati di gioco

LoL rende privati i replay; Riot blocca l’accesso alla memoria per le app sconosciute e dà agli strumenti approvati tempo fino ad aprile 2027.

Che succede

Con la patch 26.20 di League of Legends si possono scaricare soltanto i replay delle partite a cui si è partecipato. Gli altri giocatori non possono più scaricarli e app e siti esterni perdono del tutto l’accesso ai download. Rimane possibile rivedere le proprie partite dal client.

È una misura distinta dal blocco dell’accesso alla memoria di gioco, avviato il 6 ottobre per le applicazioni sconosciute su tutti i titoli Riot, compresi LoL, TFT e VALORANT. Gli strumenti già conosciuti e approvati hanno una transizione fino ad aprile 2027 per passare alle API ufficiali, cioè ai canali di accesso ai dati autorizzati dall’azienda.

Riot motiva la stretta con vulnerabilità sfruttate per cheat e bot. Il blocco, da solo, non comporta un ban e non tutti gli strumenti esterni leggono la memoria. Per quelli che lo fanno, però, alcune funzioni potrebbero cambiare o sparire se le API non offrono dati equivalenti.

Perché conta

Chiudere una porta ai cheat significa chiuderla anche a usi legittimi. Sarà Riot a decidere quali dati restano disponibili agli strumenti della community.

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