SpaceX tratta su Boost Mobile per affiancare le antenne ai satelliti
Secondo il Washington Post, SpaceX tratta per acquistare Boost Mobile o accedere alla sua rete. Le antenne terrestri completerebbero i satelliti dove il collegamento diretto ai telefoni è più difficile.
Che succede
SpaceX è in trattativa con EchoStar per acquistare Boost Mobile oppure ottenere accesso alla sua rete, secondo quanto riporta TechCrunch riprendendo un’inchiesta del Washington Post del 2 novembre. Elon Musk avrebbe discusso personalmente l’operazione con il presidente di EchoStar, Charlie Ergen, in ottobre. Non è stato annunciato un accordo.
Il punto è la copertura di un servizio mobile che combini satelliti e antenne terrestri. Collegare direttamente i telefoni ai satelliti aiuta dove manca una rete a terra, ma il segnale incontra difficoltà dentro gli edifici. Nelle aree urbane si aggiunge la concentrazione di molti utenti: coprire una grande superficie e servire tanti telefoni nello stesso punto sono problemi diversi.
Boost darebbe a SpaceX un accesso già organizzato alla capacità delle reti di AT&T e T-Mobile. Secondo il Post, SpaceX aveva chiesto accesso anche ai grandi operatori statunitensi senza ottenere un’intesa. Attraverso Boost potrebbe quindi cercare una strada diversa per offrire una copertura ibrida.
Ma i contratti contano quanto le antenne. Le fonti del giornale avvertono che gli accordi di accesso normalmente non si trasferiscono automaticamente a un acquirente: potrebbe servire il consenso degli stessi operatori. Comprare Boost non garantirebbe quindi, da solo, di poter usare tutta la capacità su cui conta oggi.
Perché conta
I satelliti possono estendere una rete lontano dalle antenne, mentre una rete telefonica completa deve funzionare anche dentro una casa o in una strada affollata. L’interesse per Boost rende visibile questa complementarità: per SpaceX il pezzo mancante potrebbe essere l’accesso a infrastrutture e accordi molto terrestri.
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