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Sul portatile RTX Spark, Linux rende la memoria condivisa più flessibile

Un porting di Arch Linux ARM sul ProArt P16 espone lo stesso insieme di memoria a CPU e CUDA. Il beneficio rispetto a Windows è soprattutto evitare riserve rigide e riavvii.

Che succede

Un portatile con 128 GB di memoria condivisa promette spazio per modelli AI grandi. Josephine Pfeiffer ha installato Arch Linux ARM sul suo ASUS ProArt P16 con RTX Spark e ha misurato una differenza concreta rispetto a Windows: come quello spazio viene diviso.

Su Windows una parte è riservata alla GPU, una è condivisa e una resta soltanto alla CPU. La riserva per la GPU si cambia dall’app NVIDIA e richiede un riavvio. Nella configurazione Linux di Pfeiffer, sistema operativo e CUDA, l’ambiente di calcolo NVIDIA, riportano invece lo stesso insieme di 116 GiB: può servire anche al lavoro della CPU senza ridimensionare prima la riserva.

Non significa passare da poca memoria a tutta la RAM: anche CUDA su Windows può usare memoria condivisa. Il test Windows di Frandroid riportava 109,7 GiB totali per CUDA, circa 6,3 in meno del suo Linux. Il vantaggio più netto è la flessibilità. Nei test di generazione AI entrambe le configurazioni erano attorno a 30 token al secondo, ma con software e quantizzazioni diversi: non isolano l’effetto del sistema operativo.

Pfeiffer ha pubblicato immagine avviabile e patch. È un porting per quella precisa macchina, con kernel, driver e firmware dedicati, non la promessa che qualsiasi distribuzione funzioni appena installata.

Perché conta

Chi alterna modelli AI e lavori pesanti sulla CPU può riutilizzare la stessa memoria senza tenerne una grossa quota prenotata per la GPU.

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