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Una centrale sul fondo del mare ha prodotto energia netta per 8,7 secondi

Endurance Energy ha ottenuto un breve bilancio elettrico positivo a 1.500 metri sotto il mare. Il test si è fermato per problemi al controllo e a un cavo.

Che succede

Per 8,7 secondi, sul fondo del Pacifico, il generatore Adélie ha prodotto più elettricità di quanta ne consumasse per funzionare. Lo riferisce Endurance Energy, che il 27 settembre ha provato a sfruttare il calore di uno sfiato vulcanico a circa 1.500 metri di profondità.

Il posto offre insieme la sorgente calda e l’acqua fredda per raffreddare l’impianto. Arrivarci e far funzionare tutto è meno comodo. Il pozzo appena perforato dalla società forniva troppo poco fluido, così la prova è stata spostata su uno sfiato naturale. Nei secondi di bilancio positivo, l’azienda riporta una potenza netta mediana di circa 2 kilowatt e un picco di 16,5.

Poi una lettura rimasta bloccata nel sistema della batteria ha fatto intervenire l’arresto di sicurezza. Al riavvio, l’acqua è entrata in un cavo, causando un cortocircuito e chiudendo il test. Il calore c’era, il generatore ha funzionato; a fermarlo sono stati controllo e cablaggio. Continuità, costi e affidabilità restano da dimostrare nel prossimo tentativo con un impianto aggiornato.

Perché conta

Per le isole che importano combustibile, il calore del fondale è una possibile fonte locale continua. Questi pochi secondi aprono la prova più difficile: farlo funzionare a lungo e a un costo sostenibile.

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