Quanto sappiamo regolare le emozioni? Tre misure comuni non danno la stessa risposta
Su 40 dataset e 2.175 partecipanti, questionari, giudizi durante un compito e attività dell’amigdala non convergono su una capacità comune di reinterpretare le emozioni.
Che succede
Ripensare una situazione per renderla meno dolorosa è una forma di regolazione delle emozioni chiamata rivalutazione cognitiva. È studiata anche con la risonanza magnetica funzionale: mentre una persona rilegge una scena negativa in modo diverso, si osservano le variazioni dell’attività cerebrale. Ma vedere che cosa accade durante quel compito non dice necessariamente chi sappia farlo meglio.
Il consorzio NIDER ha riunito 40 dataset, con 2.175 partecipanti non clinici, in uno studio preregistrato pubblicato su Nature. Ha confrontato tre indicatori molto usati: i questionari sulle proprie abitudini, il cambiamento dell’emozione riferita durante il compito e la riduzione dell’attività dell’amigdala, una struttura coinvolta nelle risposte emotive.
Le tre misure non individuano un nucleo comune. I questionari non mostrano un’associazione significativa con le altre due; tra valutazione dell’emozione e riduzione dell’attività dell’amigdala esiste una correlazione, ma molto piccola: 0,08. Nessun indicatore ha la relazione attesa con l’attività delle reti prefrontali abitualmente associate al controllo delle emozioni.
Le misure pongono anche domande diverse: raccontare quanto spesso usiamo una strategia nella vita e misurare l’effetto di un esercizio guidato non sono la stessa cosa. Inoltre, regioni che si attivano durante la regolazione partecipano anche alla generazione delle emozioni. Il loro segnale non è una firma esclusiva della rivalutazione cognitiva.
Il campione è non clinico e lo studio confronta differenze fra persone: non valuta l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale. Il risultato mette in discussione l’uso di quei segnali come misure intercambiabili della capacità individuale. La risonanza può osservare il compito senza fornire, da sola, una graduatoria di chi regola meglio le proprie emozioni.
Perché conta
Una regione cerebrale che si attiva mentre qualcuno cerca di calmarsi non diventa automaticamente un termometro di quanto quella persona sia brava a farlo. Il salto fra osservare un processo e confrontare le capacità individuali è proprio ciò che questo grande studio mette alla prova.
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Nature — consorzio NIDERVuoi sapere di più su pillole come questa?
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