Le previsioni di El Niño sono più affidabili quando partono da La Niña
Un’analisi di nove modelli climatici trova forti differenze nelle previsioni a un anno secondo la fase iniziale del Pacifico. Nei test, partire da La Niña dà risultati migliori che partire da condizioni neutre.
Che succede
Quanto fidarsi di una previsione di El Niño con un anno di anticipo? Uno studio pubblicato il 23 ottobre su Science Advances suggerisce di guardare anche da dove parte: lo stesso modello può essere molto più affidabile durante La Niña che in condizioni neutre.
El Niño e La Niña sono le fasi calda e fredda di ENSO, un fenomeno che nasce dall’interazione fra oceano e atmosfera nel Pacifico tropicale e influenza piogge e temperature in molte regioni del mondo. Anticiparne la fase può aiutare a preparare risposte a siccità o altri rischi, ma oltre nove mesi la previsione diventa difficile.
I ricercatori hanno confrontato nove modelli fisici usando previsioni retrospettive: simulazioni avviate da condizioni del passato e confrontate con ciò che è accaduto dopo. L’obiettivo era prevedere la fase al picco dell’anno successivo. Quando tre di questi modelli annunciavano un passaggio da La Niña a El Niño con un anno di anticipo, la previsione risultava corretta in oltre il 70% dei casi esaminati.
Nel confronto, il tipo di transizione pesa sull’affidabilità più della scelta del modello. Emerge anche una difficoltà concreta: inserire le osservazioni iniziali può perturbare la simulazione. Durante La Niña il vantaggio delle informazioni aggiunte prevale; nelle condizioni neutre quell’avvio può peggiorare il risultato. Il test riguarda la fase di ENSO, non il meteo di una città fra dodici mesi.
Perché conta
Un allarme su El Niño emesso durante La Niña e uno emesso in condizioni neutre possono sembrare equivalenti a chi li riceve. Il confronto mostra che non lo sono: dichiarare anche il punto di partenza rende più leggibile quanta fiducia merita quell’anticipo di un anno.
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