Vai al contenuto

Underdog prova l’assistente personale senza mandare il modello nel cloud

La beta su invito per Mac e Windows usa un modello Qwen da 27 miliardi di parametri sul dispositivo, con accesso inizialmente gratuito.

Che succede

Un assistente personale deve vedere molta della nostra vita per essere utile. Underdog prova a risolvere parte del problema facendo girare il modello sul computer dell’utente, invece di inviare tutto a un modello ospitato in un data center.

La beta su invito, lanciata da Conway Research, funziona al momento su Mac e Windows. Secondo il fondatore Sigil Wen, usa Husky, il motore di inferenza sviluppato per l’hardware locale, e un modello di ragionamento da 27 miliardi di parametri derivato da Qwen3.8-27B. Linux e le versioni mobili sono previsti, non ancora la disponibilità descritta dal lancio.

Il progetto cifra le chiavi degli account che l’utente autorizza. Wen lo propone per attività quotidiane come ricerca d’acquisto e domande di studio; i confronti di capacità riportati da TechCrunch sono dichiarazioni del fondatore. La caratteristica verificabile del progetto annunciato è dove gira il modello, non un primato generale sulla privacy o sull’intelligenza.

Il servizio sarà inizialmente gratuito e senza pubblicità. Il modello economico previsto prende una piccola quota dalle transazioni di pagamento eseguite dall’assistente attraverso Stripe. L’inferenza a carico del computer riduce i costi del servizio, ma lega la capacità disponibile anche all’hardware dell’utente.

Perché conta

Un assistente che lavora sui dati personali ha un motivo serio per essere locale. Underdog merita attenzione per questa scelta e per come la finanzia, non per il nome degli investitori.

Leggi la fonte

TechCrunch

Vuoi sapere di più su pillole come questa?

Nella stessa edizione

AI

Underdog prova l’assistente personale senza mandare il modello nel cloud

Stai leggendo