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Edgewater vota il divieto ai nuovi data center nello statuto cittadino

Nelle consultazioni locali del 3 novembre negli Stati Uniti passano divieti, moratorie e vincoli ai data center. A Edgewater, in Florida, gli elettori hanno scelto di inserire il divieto nello statuto della città.

Che succede

A Edgewater, in Florida, gli elettori hanno approvato a larga maggioranza un emendamento allo statuto cittadino che vieta nuovi data center. È uno degli esiti delle consultazioni locali del 3 novembre raccolti da Semafor: l’espansione delle infrastrutture di calcolo trova un limite anche nelle decisioni dei luoghi che dovrebbero ospitarle.

Le misure non sono tutte uguali. Semafor riferisce di moratorie, divieti e altri vincoli in diverse località; a Perry, in Ohio, il voto riguarda condizioni finanziarie e operative per i grandi operatori che chiedono agevolazioni fiscali. Un blocco a tempo, un divieto nello statuto e le condizioni per ottenere incentivi sono decisioni locali con effetti diversi sui progetti.

Per chi finanzia la costruzione, questa opposizione pesa già nelle valutazioni: secondo Semafor, banche e gestori di investimenti hanno cominciato a considerarla un rischio di credito, mentre gli operatori cercano figure incaricate dei rapporti con le comunità. Il luogo in cui sorgerà l’impianto può condizionare anche la possibilità di finanziarlo.

Un altro limite legato al territorio era emerso nei lavori preparatori fermati nei siti Google in Finlandia, per questioni di valutazione ambientale. A Edgewater il passaggio è diverso: sono i residenti ad aver votato una regola cittadina contro nuovi impianti.

Perché conta

A Edgewater il divieto entra nello statuto della città, al di là del destino di un singolo progetto. Per l’espansione dei data center il voto locale diventa così un vincolo sul territorio: trovare capitale, chip ed energia non risolve anche la scelta di dove costruire.

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