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Hera va a vedere che cosa ha lasciato lo schianto di DART

Dopo la deviazione ottenuta da DART, Hera misurerà gli asteroidi per capire quanto quel risultato sia trasferibile. L’incontro è previsto a novembre.

Che succede

Nel 2022 DART si è schiantata contro Dimorphos e ne ha cambiato l’orbita attorno all’asteroide Didymos. L’esperimento ha funzionato. Ora serve capire abbastanza bene come, per poter usare quella conoscenza su un bersaglio diverso.

La sonda europea Hera si prepara all’incontro con il sistema di asteroidi, previsto a novembre. Dovrà misurare massa e struttura di Dimorphos e osservare le conseguenze dell’impatto: proprietà che determinano quanta deviazione si ottiene da uno schianto e quanto conta il materiale scagliato nello spazio.

La difesa planetaria ha avuto la sua scena spettacolare con DART. Il seguito somiglia di più a un sopralluogo, ed è proprio ciò che manca: collegare il cambiamento d’orbita misurato alle caratteristiche fisiche dell’asteroide. Hera non è ancora arrivata; le osservazioni ravvicinate sono il lavoro che la aspetta.

Perché conta

Conoscere massa e struttura del bersaglio aiuta a calcolare l’intervento necessario su un altro asteroide, invece di affidarsi a un solo esperimento riuscito.

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