NASA dipende da SpaceX, che riduce i nuovi contratti di lancio
SpaceX mantiene i contratti in corso, ma secondo Ars riduce l’offerta di nuovi lanci. La NASA deve organizzare le prossime missioni mentre il suo principale fornitore guarda a satelliti propri e AI.
Che succede
SpaceX continua a eseguire i contratti con la NASA, ma mostra meno interesse a prenderne di nuovi per i servizi di lancio. L’analisi di Eric Berger su Ars Technica descrive un rapporto ribaltato: l’azienda cresciuta anche grazie alle commesse dell’agenzia ora può privilegiare satelliti propri e intelligenza artificiale, mentre la NASA fatica a trovare alternative altrettanto pronte.
Secondo Ars, SpaceX ha smesso di vendere lanci commerciali Falcon 9 per missioni successive al 2028 e ha indicato alla NASA di voler terminare entro il 2030 i voli Crew Dragon, le capsule che portano gli astronauti alla Stazione spaziale internazionale. Tre fonti riferiscono inoltre che ha comunicato ad aziende impegnate nei piccoli veicoli lunari che non offrirà loro i lanci prima prospettati.
Per i programmi lunari della NASA, trovare posto sui razzi diventa così parte del problema. L’agenzia conferma l’impegno di SpaceX sul veicolo Starship per far scendere astronauti sulla Luna; i progetti devono però convivere con le priorità commerciali del fornitore. Blue Origin offre un’altra strada, ma deve ancora dimostrare di poter sostenere il lavoro richiesto.
Perché conta
La NASA ha costruito programmi pluriennali sulla disponibilità di Falcon e Dragon. SpaceX può rispettare gli impegni già presi e restringere quelli futuri: è in questa distanza tra un contratto e la continuità di un programma che l’agenzia rischia di ritrovarsi senza alternative pronte.
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Ars Technica — Eric BergerVuoi sapere di più su pillole come questa?