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Hanno ottenuto certificati HTTPS rubando il controllo del DNS, non dei server

Gli attacchi ai registri .gh, .sl e .as hanno consentito certificati non autorizzati per alcuni domini; Chrome blocca quelli identificati.

Che succede

HTTPS può proteggere la connessione verso un impostore, se l’impostore è riuscito a ottenere un certificato valido. Google ha segnalato attacchi ai registri dei domini nazionali .gh, .sl e .as: il controllo dei record DNS ha permesso agli aggressori di superare le verifiche automatiche e ottenere certificati TLS non autorizzati.

Secondo quanto riporta Ars Technica, sono coinvolti alcuni domini di Google e di altri marchi e servizi. Non sono stati pubblicati l’elenco completo o il numero dei certificati. Questo non equivale a un attacco dimostrato a google.com: il caso riguarda domini nei tre spazi nazionali colpiti.

Google afferma che non sono stati violati i server dei proprietari dei domini e che le autorità di certificazione hanno seguito le procedure previste. Il controllo DNS sottratto bastava a dimostrare, falsamente, il controllo sul nome.

Chrome blocca i certificati individuati come non autorizzati e quelli delle proprietà Google sono stati revocati. Google invita però i proprietari a controllare le emissioni nei log Certificate Transparency e a usare record CAA restrittivi: il blocco nel browser non copre automaticamente altri browser o certificati ancora sconosciuti.

Perché conta

Il lucchetto verifica una catena di fiducia, non la buona salute di ogni anello. Questo attacco porta l’attenzione sul DNS, che può tradire quella fiducia senza toccare il server del sito.

Leggi la fonte

arstechnica.com

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