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Binance riapre i prelievi: escono 3,6 miliardi netti in poche ore

Binance riapre gradualmente i prelievi dopo il furto da 6,3 miliardi di dollari. Nelle prime ore registra 3,64 miliardi di deflussi netti e dichiara di aver ricostituito il 95% degli asset sottratti.

Che succede

Binance, la piattaforma di scambio di criptovalute, ha iniziato a riaprire i prelievi il 1° novembre, dopo il furto di criptovalute per 6,3 miliardi di dollari e il blocco delle transazioni. La ripartenza avviene per fasi, secondo la rete e la valuta: non tutte le operazioni sono tornate disponibili contemporaneamente.

Tra le 6 e le 15:30 UTC, secondo i dati comunicati dall’exchange, sono usciti circa 4,65 miliardi di dollari e ne sono entrati 1,01. Il saldo è un deflusso di circa 3,64 miliardi, poco più del 2% dei 171 miliardi di asset che Binance dichiara di gestire.

L’azienda afferma di aver ricostituito circa il 95% degli asset sottratti usando anche tesoreria e fondi di riserva. Per quelli rimasti, meno liquidi, dice di aver bisogno di più tempo. È diverso dall’aver recuperato il denaro dai ladri: Binance promette di assorbire le perdite senza trasferirle agli utenti, mentre i fondi rubati continuano a essere riciclati, secondo Chainalysis.

La riapertura dà finalmente agli utenti la possibilità di muovere i propri fondi, pur con possibili ritardi. Restano da completare il ripristino e il rapporto dettagliato sull’incidente promesso dall’exchange. Il 95% è il dato di copertura dichiarato da Binance, non una verifica indipendente delle sue riserve.

Perché conta

Finché i prelievi erano bloccati, la promessa di coprire le perdite non restituiva agli utenti l’accesso ai fondi. Ora miliardi stanno effettivamente uscendo: la ripartenza mette alla prova quella promessa, anche se il ripristino non è ancora completo.

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