Vai al contenuto

Frigoriferi manomessi anche in Italia: colpiti almeno quattro Coop in Sicilia

Il gruppo Radenza riferisce attacchi ad almeno tre Coop a Catania e uno a Palermo: temperature alterate e alimenti deteriorati. La Polizia postale verifica i collegamenti con i casi europei.

Che succede

Anche in Italia i frigoriferi dei supermercati sono stati manomessi. Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce punti vendita a marchio Coop, riferisce attacchi ad almeno tre negozi a Catania e uno a Palermo. I parametri degli impianti sono stati modificati, i banchi si sono surriscaldati e gli alimenti si sono deteriorati. La Polizia postale sta ricostruendo la provenienza e l’entità degli attacchi e verificando eventuali collegamenti con i casi europei.

Dopo i supermercati francesi di cui avevamo parlato a ottobre, altri negozi europei si ritrovano con frigoriferi manomessi e cibo da buttare. Il 2 novembre la BBC riferisce di decine di esercizi coinvolti in Belgio, Lussemburgo, Svezia, Irlanda, Paesi Bassi ed Estonia. Diverse catene confermano incidenti agli impianti; Sabcobel, che gestisce sistemi di refrigerazione per Delhaize, parla di un attacco informatico.

Nei casi belgi descritti da Sabcobel, il bersaglio è il controllo a distanza degli impianti, usato normalmente per manutenzione e segnalazioni di guasto. Secondo l’azienda, gli aggressori hanno messo gli evaporatori in modalità sbrinamento, facendo salire la temperatura. Una funzione prevista per rimuovere il ghiaccio viene usata per compromettere la conservazione degli alimenti. Non è ancora accertato che nei punti vendita siciliani sia stata usata la stessa modalità.

Il caso siciliano rende concreto anche qui un rischio su cui l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale aveva già richiamato la filiera alimentare dopo gli attacchi francesi. L’ACN chiede di verificare con urgenza quali sistemi di controllo e teleassistenza siano esposti su Internet e di separarli dalle normali reti aziendali. Gli accessi remoti vanno protetti con VPN e autenticazione a più fattori. Sono indicazioni rivolte anche a logistica, refrigerazione industriale e manutentori: il controllo degli impianti può passare da servizi e fornitori esterni al singolo negozio.

Già dopo l’episodio francese, il CERT-FR aveva segnalato compromissioni di controllori Danfoss, Copeland e Dixell e chiesto di togliere le loro interfacce di gestione dall’Internet pubblico, mantenendo l’accesso attraverso reti protette. L’allerta riguardava quindi più famiglie di apparecchi. Non è ancora accertato che i nuovi casi abbiano tutti lo stesso punto d’ingresso o gli stessi responsabili.

Sabcobel dice che stava già proteggendo gli impianti dopo la Francia, ma che alcuni richiedevano modifiche fisiche, non soltanto aggiornamenti. Nella nuova emergenza i tecnici hanno passato la notte a scollegare le unità coinvolte. Un Delhaize di Hoeilaart stima 100.000 euro di merce persa, prima ancora delle perdite dovute alla chiusura: il collegamento si può interrompere, la catena del freddo ormai spezzata non si recupera.

Aggiornamento del 2 novembre 2026: aggiunti i casi siciliani riferiti dal gruppo Radenza e le indicazioni dell’ACN.

Perché conta

Nei casi belgi è bastato usare lo sbrinamento, una funzione ordinaria dell’impianto, per rovinare le scorte. Nei Coop siciliani il gruppo Radenza riferisce lo stesso esito concreto: alimenti deteriorati dopo la modifica dei parametri. Riprendere il controllo del software non riporta indietro il tempo trascorso dal cibo fuori temperatura.

Vuoi sapere di più su pillole come questa?

Nella stessa edizione

Tech

Frigoriferi manomessi anche in Italia: colpiti almeno quattro Coop in Sicilia

Stai leggendo