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Hypatia potrebbe conservare un pezzo raro del giovane Sistema solare

Una nuova rassegna riesamina Hypatia, pietra extraterrestre ricca di carbonio e diamanti. Il modello proposto la collega a polveri eterogenee del Sistema solare primordiale, forse parte di materiali fragili oggi poco rappresentati nelle meteoriti.

Che succede

Le meteoriti che riusciamo a studiare sono anche quelle che hanno resistito abbastanza da arrivare fino a noi. Hypatia, una piccola pietra extraterrestre trovata nel deserto egiziano, potrebbe custodire tracce di materiali molto più fragili, poco rappresentati nelle nostre collezioni.

Una rassegna su Space Science Reviews, raccontata da ANSA, riesamina gli indizi sulla sua origine. Hypatia è composta soprattutto da carbonio, contiene diamanti ed è quasi priva di silicati: una combinazione difficile da ricondurre ai gruppi di meteoriti conosciuti.

L’interpretazione proposta dai ricercatori è che si sia formata nelle prime fasi del Sistema solare aggregando polveri diverse, in larga parte interstellari. Successivi impatti avrebbero trasformato parte del carbonio in diamante senza cancellare tutte le differenze chimiche e isotopiche del materiale iniziale.

La sua storia precisa rimane aperta. Secondo i ricercatori, aggregati ricchi di carbonio potevano essere più diffusi nel Sistema solare primordiale, ma proprio la loro fragilità ne avrebbe ridotto le possibilità di conservarsi. Hypatia potrebbe aver mantenuto una traccia di quei materiali.

Perché conta

Hypatia potrebbe essere insolita anche perché è sopravvissuta. Se aggregati simili, ricchi di carbonio, si sono distrutti più facilmente, nelle collezioni di meteoriti manca una parte della varietà del giovane Sistema solare. Una pietra fuori posto potrebbe aiutare a ricostruirla.

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