I furti di attrezzature per data center cominciano dagli account dei trasportatori
Account compromessi e documenti falsi permettono ai ladri di ritirare attrezzature per data center. L’inchiesta NBC racconta anche attacchi alle scorte e un carico da dieci milioni con coordinate apparentemente falsificate.
Che succede
Per sottrarre un camion di attrezzature per data center, i ladri possono prima rubare l’identità digitale di chi dovrebbe trasportarle. Un’inchiesta di NBC News, ripresa da Ars Technica il 26 ottobre, descrive frodi preparate dentro i sistemi della logistica e, in due dei casi maggiori, attacchi anche alle scorte su strada.
La catena parte dagli account degli intermediari sui siti dove si assegnano le spedizioni. I ladri li compromettono e pubblicano carichi fittizi; ai trasportatori che rispondono inviano link malevoli. Con l’accesso agli account delle aziende possono poi candidarsi per spedizioni vere. Il camionista che ritira la merce può essere inconsapevole della truffa, oppure un complice inserito con documenti falsi.
Nel caso di un carico di componenti per rack da circa dieci milioni di dollari, diretto dalla California al Texas, un SUV ha urtato il veicolo della scorta e il camion si è allontanato. Il carico era seguito da un’app, ma secondo il racconto riportato da NBC le coordinate risultavano apparentemente falsificate. Le attrezzature non sono state ritrovate.
NBC riferisce oltre cento milioni di dollari di carichi sottratti da giugno, sulla base delle informazioni raccolte da operatori e investigatori del settore. Fra la merce figurano server, memoria, cavi in fibra e rame. Secondo gli investigatori intervistati, l’attrezzatura può essere smontata e rivenduta su mercati paralleli, talvolta con un acquirente estero già individuato.
Perché conta
Il furto può presentarsi come un ritiro perfettamente regolare: l’account è quello di un’azienda vera, ma a usarlo sono i ladri. Nel caso delle coordinate alterate viene meno anche il controllo successivo, quello che dovrebbe dire dove si trova la merce. La finzione digitale accompagna così lo spostamento di un carico molto reale.
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